Aperta un’inchiesta per la morte di Gabriella Gallo

La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sulla morte di Gabriella Gallo Messina, 34 anni, deceduta all’ospedale Ingrassia di Palermo dove era stata trasportata d’urgenza per le complicazioni dell’intervento effettuato nel nosocomio Branciforte Capra di Leonforte (Enna). Sul caso sarà  anche aperta un’indagine interna dal direttore generale dell’Asp di Enna, Nicola Baldari.

La paziente in gravidanza era stata sottoposta ad anestesia epidurale quando le sue condizioni si sono aggravate ed è deceduta non appena giunta all’ospedale di Palermo. Per fortuna il neonato sta bene. La donna, che era casalinga, aveva altre due figlie di 10 e 8 anni; il marito è un artigiano.

“Il caso della puerpera morta nell’ospedale Ingrassia di Palermo merita una verifica approfondita sulle cause che hanno condotto a quel decesso”. Lo dice il senatore Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione sull’efficacia e l’efficienza del servizio sanitario nazionale istituita a Palazzo Madama.

“Credo che la Commissione che presiedo, già  impegnata in un’inchiesta sui punti nascita italiani, possa, coordinandosi con la Commissione sugli errori sanitari guidata dall’onorevole Leoluca Orlando, svolgere un lavoro utile. Per questo avvierò, attraverso i Nas della Commissione, una istruttoria sulla vicenda che sottoporrò in settimana al prossimo ufficio di presidenza”, aggiunge.

LA COMMISSIONE ERRORI MEDICI CHIEDE GLI ATTI Il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, ha disposto una richiesta di relazione all’assessore regionale alla sanità , Massimo Russo, in merito al decesso di Gabriella Gallo Messina. “A seguito di un’emorragia, dopo aver subito diverse trasfusioni – dice la nota della commissione – i sanitari hanno deciso di trasferire la paziente in un centro di rianimazione, ma l’unico posto disponibile era a Palermo, a 180 Km di distanza. Non essendo disponibile l’elisoccorso il trasferimento si è dovuto effettuare tramite ambulanza, e dopo due ore di strada, la paziente è giunte a Palermo ma quando era ormai troppo tardi”. Â«àˆ inconcepibile che nel 2011 si possa morire per emorragia post partum. Le informazioni richieste – dice Orlando – sono volte a conoscere ogni elemento utile per accertare l’esistenza di responsabilità  personali o l’esistenza di anomalie funzionali e organizzative nel nosocomio ennese, nonchè per valutare gli eventuali provvedimenti sanzionatori e cautelari adottati. Gli elementi acquisiti serviranno anche nell’ambito dell’inchiesta in corso sui Punti nascita italiani, coordinata dall’on. Benedetto Fucci».

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