Ato Enna denunciati Crisafulli e Cocuzza

dall’art. de La Sicilia del 16/01/09 di ANTONIO DI GIOVANNI vladimiro crisafulliPALERMO. Dopo quella del Cga, che ha accolto il ricorso presentato da Assoutenti circa l’entità  delle tariffe, l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti alla società  Sicilia Ambiente e l’affidamento della riscossione alla Serit Sicilia, sull’Ato Rifiuti EnnaEuno si abbatte la mannaia della Corte dei conti. Mentre è in corso la notifica ai soci (Provincia regionale e 20 amministrazioni comunali) della richiesta di costituzione in mora di 22 ex amministratori, dagli uffici della Procura contabile trapela la notizia di una denuncia per omissione d’atti d’ufficio a carico di Vladimiro Crisafulli e Serafino Cocuzza, ex presidenti dell’Ato coinvolti nell’inchiesta della Corte dei conti sulle irregolarità  nelle assunzioni e, il secondo, anche in quella della Procura della Repubblica di Enna culminata con la richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio. Secondo la segnalazione partita dagli uffici di via Cordova, i due amministratori non avrebbero ottemperato alla richiesta istruttoria avanzata dal pm, rifiutandosi di fornire chiarimenti e documentazione. Da qui l’invio degli atti ai colleghi della Procura penale di Enna, gli stessi che nei giorni scorsi hanno chiesto il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio per sette persone: oltre a Cocuzza, presidente e amministratore delegato fino al luglio 2004, l’amministratore delegato Antonio Cammarata, in carica dal 12 luglio 2004, quando venne avviata l’indagine e gli ex consiglieri d’amministrazione Giovanni Vitale, Giuseppe També, Francesco Santangelo, Claudio Cravotta e Piero Capizzi. Nei giorni scorsi il vice procuratore generale Gianluca Albo ha formalizzato ai venti soci dell’Ato la richiesta di costituire in mora gli ex vertici dell’Ato per bloccare i termini di prescrizione del procedimento su ipotesi di «danno erariale derivante da tutti gli atti di gestione della società  EnnaEuno spa con ripercussione negativa sul patrimonio dei soci pubblici». Nel mirino del pm contabile ci sarebbero, in particolare, i danni patrimoniale derivati dalla vicenda delle “assunzioni facili” e della sue dirette conseguenze, tra le quali spiccano le sanzioni per milioni di euro irrogate dall’Inps e dall’Agenzia delle entrate. La costituzione in mora riguarda, oltre a Cocuzza e Crisafulli, Antonio Cammarata, Giuseppe Buscemi, Gioacchino Todaro, Francesco Santangelo, Giovanni Antonio Vitale, Cateno Cravotta, Giuseppe Tambè, Piero Capizzi, Michele Galvagno, Carmelo Tumino, Ugo Maria Grimaldi, Salvatore Termine, Francesco Costanza, Giuseppe Marchà¬, Giuseppe Nunzio Scornavacche, Giuseppe Assennato, Salvatore Ragonese, Maurizio Prestifilippo e Antonino Catania.

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