Leonfortese: Bartolo Lattuga

All'allenatore Bartolo Lattuga, reduce dall'avere vinto il campionato di Prima categoria, abbiamo chiesto dei progetti personali e della società e non ha esitato a rispondere: «Mi ritengo a disposizione della dirigenza e credo in un progetto che porti, intanto, dopo la conquista della Promozione, la Leonfortese in Eccellenza, obiettivo mai toccato nel corso dei suoi 43 anni di vita». Ma la gente si chiede da dove viene e perché si diventa personaggi, come nel caso di Bartolo Lattuga, il tecnico che ha guidato, appunto, la Leonfortese alla conquista della Promozione e che ha un curriculum di notevole spessore tecnico e importanza. Non solo calcistica.
E allora diciamo che Lattuga, nel 1967, ha esordito, giovanissimo, nella Leonfortese, fondata quell'anno da un gruppo di pionieri dello sport, nel ruolo di terzino sinistro, presto trasformatosi in uno stopper che per anni ha indossato la maglia numero 4, in coppia con il libero Paolo Ingrassia. «Sembrano fatti, l'uno per l'altro», azzardava, allora, qualcuno. Battute. Bartolo Lattuga, dopo avere fatto anche il meccanico, indossò la divisa di vigile urbano, non smise di giocare nella Leonfortese, squadra che aveva allenato già un ventina di anni fa e che qualche mese fa è ritornato a guidare, per portarla in Promozione. Il tecnico, che ha militato anche negli Over 35, di cui ha tanta nostalgia, ha fatto carriera e ora è addirittura il vicecomandante della polizia municipale di Leonforte. «A essere sincero – vuole precisare Lattuga -, non mi aspettavo, a 5 giornate dalla fine, questa chiamata, ma ho subito detto di sì al presidente Buono e, adesso, conto e spero di continuare l'opera di valorizzazione dei giovani e di crescita complessiva di squadra e società».
C'è un altro obiettivo stagionale? «Sì, quello della conquista della Coppa Sicilia. Spero che i miei ragazzi non abbiano perso la giusta tensione degli ultime settimane e di portare a casa il prestigioso trofeo».
Carmelo Pontorno da La sicilia del 07/04/2010

Foto: per gentile concessione di Angelo Salerno

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