Droga 7 arresti nella notte

Operazione-granfonteI carabinieri della Compagnia di Enna hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip di Caltanissetta su richiesta della Dda, per detenzione e spaccio di stupefacenti; quattro arrestati devono rispondere anche di associazione per delinquere.
L’inchiesta, condotta inizialmente dalla Procura di Nicosia, è stata avviata nel marzo del 2007 e si è protratta sino al novembre 2009. Le investigazioni, condotte attraverso indagini patrimoniali e bancarie e intercettazioni, hanno accertato l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale con due figure di spicco, Gianfranco Marsiglione e Roberto Mingari Favvento, che gestiva il commercio di cocaina nel territorio di Leonforte. Il gruppo si approvvigionava di stupefacenti a Catania; con i fornitori, visti gli affari fiorenti, era nato un rapporto  fiduciario tanto che  più volte la cocaina era stata ceduta a credito o in cambio di assegni post datati. Durante le indagini, sono stati effettuati anche alcuni sequestri di droga: in particolare una piantagione di marijuana, per un volume d’affari che annualmente avrebbe garantito circa 250 mila euro, ed una busta con 41 grammi di cocaina pura all’85%, per un valore al dettaglio di 35 mila euro.

 

  1. Roberto Mingari Favvento, nato Ludwigshafen (Germania) 12-09-1979, residente Leonforte (EN), convivente della Ferragosto, disoccupato, censurato;
  2. Gianfranco Marsiglione, nato Leonforte (EN) 07-06-1976, ivi residente, celibe, fabbro, censurato;
  3. Angelo Monsù, nato Leonforte (EN) 07-09-1970, ivi residente, coniugato, operaio, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Nicosia (EN);
  4. Pierangelo Buono, nato Leonforte(EN) 24-05-1983, ivi residente, coniugato, impiegato;

Perchè ritenute responsabili dei reati previsti da:
Art. 74 D.P.R. 309/’90 ““ Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope;
Art. 73 D.P.R. 309/’90 ““ Produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Al termine delle formalità  di rito sono state associate presso le case circondariali di Caltanissetta, Catania e Nicosia.

        5. Salvatore Scuderi, nato Catania 03-08-1972, residente Balpasso (CT), separato, pluripregiudicato, artigiano.
Perchè ritenuto responsabile del reato previsto da:
Art. 73 D.P.R. 309/’90 ““ Produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Al termine delle formalità  di rito è stato associato presso la Casa Circondariale di Catania.

        6. Roberto La Delfa, nato Catania 29-07-1983, residente Leonforte (EN), celibe, studente, domiciliato a Genova;
        7. Rossella Ferragosto, nata Leonforte (EN) 07″“10-1987, ivi residente, convivente del Mingari, casalinga.

Perchè ritenute responsabili dei reati previsti da:
Art. 73 D.P.R. 309/’90 ““ Produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Al termine delle formalità  di rito sono state posto agli arresti domiciliari, rispettivamente a Genova e a Leonforte (EN).

Le investigazioni, condotte attraverso indagini patrimoniali e bancarie e con l’ausilio di sofisticati mezzi tecnici, hanno documentato come gli indagati si erano organizzati in una vera e propria associazione criminosa, con due figure predominanti: Gianfranco Marsiglione e Roberto Mingari Favvento, per il commercio di cocaina nel territorio di Leonforte.
L’attività  di monitoraggio ha messo in luce che gli associati, forti consumatori di stupefacenti, Cocaina, ma anche “hashish” e “marijuana”, quest’ultima per un certo periodo prodotta direttamente dal Marsiglione, avevano sostenuto i costi per l’acquisto della droga con un piccolo spaccio che con il passare del tempo, aumentando di volume, era diventato un vero e proprio business.
Il gruppo si approvvigionava di stupefacenti a Catania, con i fornitori, visti i fiorenti affari e l’assidua frequentazione, era nato un rapporto fiduciario tantochè, più volte è stato ceduto lo stupefacente (cocaina) a credito, o facendosi dare in cambio assegni che avrebbero avuto copertura solo successivamente, inoltre sono state anche effettuate consegne a domicilio, portando lo stupefacente fino a Leonforte.
I controlli incrociati hanno permesso di appurare che l’organizzazione ha immesso nel mercato di Leonforte e dei comuni limitrofi, ingenti partite di cocaina, reperita nel catanese. In particolare Monsù il 19 marzo 2008, veniva stato tratto in arresto, dai Carabinieri, in flagranza di reato mentre tornava da Catania ove aveva appena acquistato 41 grammi di “Cocaina” pura, da tagliare e destinare poi ai consumatori.
Dopo il luglio 2007, entrati in contrasto tra loro, Marsiglione e Mingari si separarono e quest’ultimo assunse la direzione del sodalizio criminoso, avvalendosi di nuovi collaboratori e rivolgendosi sempre al loro grossista di fiducia Salvatore Scuderi.

Le dosi finivano ai quindicenni

La cocaina arriva sempre da Catania, hashish e marjiuana vengono coltivate in casa

Leonforte. Una piazza che si conferma nevralgica nello spaccio di stupefacenti. Lo dimostra ancora una volta lଠoperazione “Granfonte” che all’alba di ieri ha portato all’arresto di 8 persone che avrebbero rifornito numerosi consumatori della zona nord dell’ennese. Dopo l’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare nella nottata tra lunedଠe ieri, nella tarda mattinata è stato arrestato dai carabinieri di Montecatini Terme, l’ottavo indagato. Si tratta di Antonino Sanfilippo, 49 anni di Catania che è stato rinchiuso nel carcere di Pistoia. Anche per lui il Gip del tribunale di Caltanissetta aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare richiesta dalla Dda. Il ruolo di Sanfilippo sarebbe stato determinante nel gruppo di presunti spacciatori perché avrebbe rappresentato per diverso tempo il fornitore principale del gruppo leonfortese.
Secondo gli inquirenti tra quanti andavano a rifornirsi a Catania e Sanfilippo si era creato un rapporto di fiducia tale da far sଠche l’uomo consegnasse la cocaina a credito o chiedendo assegni postdatati a garanzia che venivano ritirati dai giovani leonfortesi quando saldavano il debito. In diverse occasioni, secondo le risultanze delle indagini, Sanfilippo avrebbe perfino “rischiato” di viaggiare con la droga consegnando personalmente la cocaina a Leonforte. Per diverso tempo Sanfilippo sarebbe stato una sorta di “fornitore unico” e probabilmente Angelo Monsù aveva acquistato da lui i 40 grammi di coca che circa 2 anni fa gli costarono l’arresto. Salvatore Scuderi, altro presunto fornitore del gruppo, sarebbe entrato in gioco quando tra Marsiglione e Mingari Favvento sarebbero sorti contrasti, probabilmente legati ai reciproci sospetti di sottrarre per uso personale parte della droga destinata alla vendita. La rilevanza dell’operazione Granfonte, sta nell’avere stroncato un giro di spaccio che avrebbe coinvolto molti ragazzini, sembra anche poco più che quindicenni, che assiduamente avrebbero acquistato soprattutto marijuana dagli arrestati che comunque avrebbero anche avuto un buon giro di clienti consumatori di cocaina. Le indagini partono dalla scoperta della piantagione di Marsiglione, nel 2007, quando i carabinieri sequestrano una quarantina di piante già  adulte, ma sarà  l’arresto, apparentemente casuale di Monsù a portare i carabinieri a ricostruire un complesso mosaico di rapporti tra piccoli spacciatori.
Monsù viene fermato a bordo di una Fiat Punto sulla provinciale che dallo svincolo dell’autostrada A19 porta a Leonforte. All’interno della vettura viene trovato un involucro contenente ben 40 grammi di cocaina. Dalle analisi cui lo stupefacente sequestrato viene sottoposto, emerge che si tratta di droga di ottima qualità , che può essere tagliata prima di essere rivenduta in dosi sul mercato “al minuto”. Ma gli arresti per spaccio di droga a Leonforte sono una costante degli ultimi 20 anni. Tra le più imponenti operazioni antidroga degli ultimi anni che coinvolgono il territorio di Leonforte c’è “Strike”, anche questa coordinata dalla Dda nissena, che portò ad una ventina di arresti. Tra gli indagati, ormai quasi tutti processati con sentenze passate in giudicato, anche alcuni leonfortesi coinvolti però in quello che viene considerato un livello diverso. “Strike” aveva infatti sgominato una banda di presunti trafficanti internazionali, capeggiata dall’assorino Nunzio Di Fazio, condannato in secondo grado a 20 anni di reclusione.
Negli anni però ci sono state diverse operazioni antidroga che hanno stroncato lo spaccio di “piazza”, l’ultima solo poche mesi fa che ha coinvolto anche due minorenni, oltre a decine di arresti di giovani e giovanissimi trovati in possesso di quantitativi non particolarmente ingenti di droga che spacciavano ai coetanei. Leonforte tuttavia è un elemento costante nelle operazioni antidroga che riguardano l’area Nord, perché rifornisce tossicodipendenti di Agira, Assoro, Nicosia, Regalbuto che spesso a loro volta sono piccoli spacciatori.
Giulia Martorana da La sicilia del 20/10/2010

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