E venne il tempo della fine della cara stretta di mano

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LEONFORTE. E si può dire che venne il tempo della “fine della “stretta di mano”, per via dell’incombente influenza A /H1N1: molti sono preoccupati del contagio.

Dopo che nelle chiese è stato sconsigliato lo scambio del “segno di pace”, infatti, anche negli altri ambienti, quali possono essere i circoli, ma anche bar e vie cittadine, si evita il più possibile di scambiarsi la stretta di mano e tutto, nel rapporto tra la gente, diventa quasi asettico, privo di quella trasmissione di amicizia e calore.
Con una stretta di mano, infatti, si sottoscriveva un contratto, si fissava un rapporto che andava oltre la carta scritta e il notaio, ma adesso, dopo gli esempi arrivati dai sacerdoti di alcune chiese, il fenomeno della “non stretta di mano” si diffonde in molti strati della vita sociale. Questo in un tempo dove nessuno si scandalizza più del continuo scambiarsi di baci tra ragazzi, in segno di affettuosità  tra di loro e cosa di cui ormai nessuno si meraviglia.
Se vai dal medico, questo evitata di salutarti con una stretta di mano e ciò incidere nei comportamenti della gente, che si regola di conseguenza, facendo cadere uno di quei simboli che ha caratterizzato e caratterizza i rapporti tra le persone, tra parenti, tra appartenenti, perché no?, alla stessa famiglia. E qui, senza essere “filosofi ad ogni costo”, c’è da farsi una domanda: “Per le generazioni presenti e future, quale incidenza può avere il venire meno della stretta di mano? Ovvero: “Il gesto di porgere e stringere la mano, come forma di saluto, può dirci molto sul nostro interlocutore e sul tipo di relazione che predilige”. Manco questo”¦
E’ troppo presto per dire come andrà  a finire, ma è chiaro che, almeno per il momento, ovvero sino a quando passerà  la paura per l’incedere del virus A, la “non stretta di mano” segnerà “ un periodo di questo terzo millennio.

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