Evita Peron mi regalಠsoldi. La Storia.

0231“Il fatto curioso della mia partenza per l’Argentina, è quella di avere navigato, per 4 ore, assieme a Evita Peron, da Montevideo a Buenos Aires, la quale mi ha regalato 50 pesos del tempo”. Sono le prime parole di Gino Lombardo, 77 anni, leonfortese, partito per l’Argentina nel 1950 e ritornato, assieme alla moglie Rosanna Rosato, in questi giorni in paese, per riabbracciare la sorella Italia Concetta, parenti, amici e rivedere i luoghi del passato. “Com’è cambiata Leonforte”, ha esclamato. Andando con ordine, l’emigrante Gino Lombardo ricorda di essere partito nel 1950, raggiungendo in treno Palermo, da dove, assieme a molti altri leonfortesi e siciliani, dopo le visite mediche, si è imbarcato sulla “Marco Polo” per Genova.
“Da qui – ricorda -, è cominciato il lunghissimo viaggio per l’Argentina, in 20 giorni abbiamo raggiunto Buenos Aires e ricordo le 4 ore passate con a bordo Evita Peron, persona che ricordo squisita e che si adattata a noi”. Quindi? Sono arrivato a Mendoza, dove sono rimasto sino al 1958 e dove ho sposato la mia Rosanna, perugina, partendo per la Provincia di Neuquen”. Il lavoro? “Inizialmente, da muratore per l’esercito argentino, fino a diventare impresario. Purtroppo, nel 1976, a seguito del regime dittatoriale argentino, instaurato da Rafael Vileda, sono stato costretto a partire per il Venezuela e sono entrato da chef in una compagnia di petroli sino al 2000, quando sono andato in pensione”. La sua vita, la sua famiglia? “Ho due figli, Lilia (in Argentina) e Michelangelo (in Venezuela), entrambi laureati e sposati e che mi hanno reso nonno di cinque deliziose bambine”. L’Argentina? “Vi sono ritornato nel 2007 e posso dire di essere soddisfatto della carriera fatta, della famiglia che sono riuscito a formare e sono felice di potere tornare ancora a Leonforte, dove ho la gioia di ritrovare mia sorella Italia Concetta, suo marito e i nipoti”. Ma, per completare questo discorso è il caso di ricordare il fratello Sebastiano e la sorella Tanina che erano partiti nello stesso anno, per andare a cercare fortuna e lavoro in Argentina. Purtroppo, sono deceduti da qualche anno, lasciando tre figli, oggi ben affermati: Michele, Maria e Carlito.
Carmelo Pontorno da La Sicilia del 10/08/2009

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