Settimana Santa

La Settimana Santa a Leonforte

Il VenerdଠSanto
Fra le tradizionali manifestazioni religiose tipiche di molte città  del meridione, riveste particolare interesse, a Leonforte, quella che si svolge la sera del VenerdଠSanto.
La processione, che si snoda per tutta la notte per le vie della città  raggiungendo tutte le chiese, ha la sua premessa il pomeriggio, nella cerimonia della deposizione del Cristo nella sontuosa urna barocca. L’antica statua lignea del Cristo a dimensioni naturali e con le braccia snodabili, con una cerimonia di particolare drammaticità , viene discesa dalla croce tradizionalmente ad opera del clero locale, e quindi sistemata nella bara.
Al tramonto, comincia a muovere la processione tra una massa enorme di persone che fa da ala al corteo, accompagnandolo per tutta la sua durata. Come ogni corteo funebre tipico del meridione, questo comincia a snodarsi accompagnato dalla banda che darà  inizio ad una marcia funebre che sottolinierà  i momenti più suggestivi. Il feretro ligneo del Cristo morto, finemente intagliato, ricco di altorilievi, fregi ed addobbi, viene solennemente portato a spalla dai fratelli dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento. A breve distanza segue il fercolo della Madonna Addolorata anch’esso portato a spalla dall’omonima Confraternita.
Il percorso del corteo non è sempre agevole: lunghissimo, transiterà  per stradine anguste inerpicandosi per salite e scalinate della più antica Leonforte.
Di certo, i momenti più significativi, anche per il turista, sono la prima tappa, quando il corteo raggiunge la Chiesa della Madonna adiacente la Granfonte, e l’ultima, ovvero l’ascesa alla chiesetta di S. Croce che rappresenta il Golgota leonfortese. Nella prima delle due tappe, il corteo viene avvolto nella suggestiva coreografia del quartiere seicentesco. Tutta la scena è illuminata da un gigantesco falò acceso di fronte alla Granfonte spenta: dalle sue 24 cannelle, in segno di lutto, non sgorga acqua. L’aspra salita che conduce alla chiesa della S. Croce viene affrontata nel silenzio. La banda ha smesso di suonare. Il corteo raggiunge la sommità  in una struggente atmosfera carica di tensione.
Fanno da contrappunto al corteo, per tutta la sua durata, il secco suono delle battole ed il mesto canto funebre del lamientu, l’antico, lugubre canto popolare intonato da un compunto gruppo di 8/10 anziani, dove si distingue una prima ed una seconda voce ed il coro che accompagna la narrazione del testo con un unico, monotono verso.

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