I punti fermi per l’ospedale FBC secondo Salvo La Porta

Con una lettera inviata ai Sindaci e Presidenti del Consiglio di Agira, Assoro, Leonforte e Nissoria,  Salvo La Porta affronta quali possano essere gli scenari dell’ospedale di Leonforte.

Apprendo che l’incontro dell’ Assessore alla salute Russo in uno alla  “Commissione Regionale Servizi Sociali e Sanitari” con gli Amministratori locali ed alcuni operatori del settore ( che avrebbe  dovuto avere luogo lunedଠ11 aprile 2011 presso i locali di quello che fu l’Ospedale Ferro Branciforti Capra di Leonforte) non ci sarà  o sarà  rimandato a nuova data.

Non mi dolgo del mancato invito, che reputo dovuto a mera dimenticanza e che, comunque, potrebbe dare la stura ad inutili polemiche, di cui non abbiamo certamente bisogno.

Intendo, tuttavia, non sottrarmi alle mie responsabilità  di Consigliere Provinciale, dando il mio contributo per un’ipotesi di lavoro, che dalle Signorie Loro in indirizzo potrebbe essere valutata, all’occorrenza emendata, e sottoposta ai responsabili della sanità  regionale e provinciale.

Premesso che a tutti noi sta a cuore l’efficienza del nostro  ospedale, abbiamo il dovere di rifuggire da qualsiasi forma di demagogia e di valutare la situazione che si è venuta a creare.

Già  il famigerato progetto Prometeo aveva cominciato a dare i primi segnali di chiusura del “Ferro ““ Branciforti- Capra” e, in verità , stiamo assistendo ad una drastica svalutazione  dello stesso ed al suo sostanziale declassamento in P.T.A.(Presidio Territoriale di Assistenza) che, nei fatti, lo relega al ruolo di una  non meglio definita assistenza generica, che trova le sue motivazioni esclusivamente nel fatto finanziario.

Compito fondamentale dei politici è, però, la salvaguardia della salute dei cittadini, in particolare dei meno abbienti, al di là  di ogni logica meramente economica; per cui, non si può non tenere conto dei disagi, cui si è sottoposti per gli spostamenti dal luogo di residenza. Tali disagi diventano notevoli per il malato “acuto”, che ha il diritto ad una diagnosi “certa” che non superi un’ora, prima dell’invio ad un reparto apposito.

Mentre l’ammalato cronico ha un tempo maggiore e una comoda possibilità  di scelta, l’acuto dovrà  potere avere la certezza di un’immediata assistenza.

Ne deriva che per noi diventa fondamentale potere sempre contare:

a)     sulla costante presenza di un medico di guardia;

b)    sulla presenza fissa di un anestesista, nonché di un reperibile, nel caso in cui questi abbia la necessità  di accompagnare il paziente;

c)     su un cardiologo, nonché  un reperibile;

d)    su adeguati strumenti per la diagnosi( Tac, risonanza magnetica, ecocardiografia), al fine di avviare in tempi stretti le procedure di lettura e, quindi, la diagnosi;

e)     su un’ambulanza, 118 ed elisoccorso, che deve potere contare su una pista di atterraggio;

f)      su garanzie per le urgenze ostetriche e ginecologiche;

g)     su una sala operatoria per i fatti chirurgici( con la costante presenza di un chirurgo più uno di reperibilità ), che possa contare su un certo numero di posti letto;

h)    su un certo numero di posti letto per la medicina generale, che possano dare immediata accoglienza agli “acuti”;

i)       sul mantenimento ed il potenziamento degli ambulatori esistenti;

j)       su un “centro trasfusionale”, che dia la possibilità  di prove crociate e di eventuali trasfusioni di urgenza;

k)    su un congruo numero di personale infermieristico ed ausiliario.

Come è facile da notare, abbiamo voluto bandire qualsiasi spunto polemico o fare leva su fatti emozionali, privilegiando la serietà  della proposta ed evidenziando il diritto alla salute del cittadino.

L’occasione è gradita per inviare i più cordiali saluti

Salvo La Porta

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