In scena “La Lettera di Mammina”

laletteramammina

IL CORAGGIO DELLA SPERIMENTAZIONE.

QUANDO DAL PASSATO NASCE L’INNOVAZIONE

“Nutre la mente solo ciò che la rallegra”. E’ lo stesso S. Agostino, nelle sue “Confessioni”, che si affretta a spiegare che “rallegrare” non è sinonimo solo di divertimento; ma di quella piena soddisfazione che si prova quando si riesce a comunicare, attraverso l’arte, ciò che altrimenti rimarrebbe inespresso. Basterebbe, cosà¬, questa celebre frase di S. Agostino a rendere l’idea di quanto lo spettatore deve aspettarsi dal terzo appuntamento della stagione “Teatrando Insieme” 2010-2011.

Il 14, 15 e 16 Gennaio, infatti, sarà  la volta della NCT il Canovaccio che andrà  in scena con “La Lettera di mammina” ““ farsa comica in 2 atti di Peppino De Filippo che si snoda attorno alla vicenda di un nobile impoverito che riuscirà  a far sposare il nipote ““ timido e impacciato, al limite dell’ebetismo ““ con la bella figlia di un ricco commerciante; il tutto attraverso un ritmo sostenuto che ““ grazie ad una regia curata nei minimi dettagli ““ mantiene desta l’attenzione dello spettatore. Tuttavia, l’originalità  – a tratti sconvolgente, ma mai esagerata – della regia curata da Sandro Rossino consiste nell’aver voluto lanciare l’ennesima sfida al modo tradizionale di fare e intendere il teatro. Lo strumento utilizzato per quest’ardua scommessa, stavolta è nientemeno che l'”Avanspettacolo”. Per anni considerato il “fratello povero” del teatro comico e delle commedie musicali, l’avanspettacolo fu l’artificio che, nel 1930, gli artisti del varietà  italiano escogitarono per reggere la concorrenza del cinematografo, incentivato dal fascismo per educare e ammaestrare il pubblico agli “ideali” del regime. Questo genere teatrale, cosଠe suo malgrado, si trasformò in una vera e propria forma di opposizione e resistenza al “pensiero dominante”, giacché si rivolgeva ad un pubblico vasto che veniva messo nelle condizioni di cogliere un  messaggio altrimenti inesprimibile all’epoca del fascismo, grazie all’alternarsi di prosa, ballo e canto. Allo stesso modo, nella “Lettera di Mammina” – che la NCT il Canovaccio porterà  in scena il 14, 15 e 16 Gennaio presso l’Auditorium “N. “Buttafuoco di Nissoria- il Varietà  introdurrà  il teatro che, avendone compreso la dirompente capacità  comunicativa, lo porterà  con sé per accompagnare, colorare e accentuare l’intrico della trama che non scema mai per intensità  anche grazie ai balli, agli artifici mimici e alle canzoni scritte,pensate e interpretate dai poliedrici attori della NCT il Canovaccio. Oggi come ieri, quindi, la sfida è la medesima: liberare il pubblico dai tradizionali schemi di giudizio, per “rallegrarlo” attraverso una forma d’arte coraggiosa che si serve di un passato innovativo per “svecchiare” un presente tradizionale.

 

Gabriella Barbera

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