L’ ARIA DEL CONTINENTE SOFFIA SULLA NCT IL CANOVACCIO

Continuano i successi per la NCT Il Canovaccio. Dopo i premi e le segnalazioni ricevute con lo spettacolo “Anime di Carta” alla XXIII edizione del Festival Nazionale del teatro, svoltasi in ottobre a Siracusa. Dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto con la “Lettera di Mammina” in seno alla stagione “Teatrando insieme” 2010-2011 di Nissoria. Dopo aver conquistato il pubblico catanese con “Biscotti alle Noci”, messa in scena in Febbraio al teatro “Sipario Blu” di Catania ed aver avuto l’onore e l’ònere di chiudere in Marzo la prestigiosa rassegna teatrale di Enna “Sicilia in palcoscenico”; arriva per la NCT il Canovaccio un autorevole riconoscimento. La compagnia leonfortese è stata selezionata, su scala nazionale, tra le 5 compagnie teatrali non professioniste che parteciperanno al Festival Nazionale del Teatro Comico “Bombetta d’Oro” ““ IX Edizione – che negli anni passati ha ospitato, tra le personalità  premianti, attori del calibro di: Oreste Lionello, Anna Mazzamauro ed Emilio Solfrizzi. La rassegna si svolgerà  presso la cittadina pugliese di Altamura e vedrà  le compagnie scelte esibirsi in distinte serate per concorrere all’assegnazione di prestigiosi premi. Il 24 Luglio toccherà  agli attori leonfortesi, in concorso con “Biscotti alle Noci” ““ commedia brillante in tre atti ““ di N. Criscione.

La NCT Il canovaccio si affida al proprio cavallo di battaglia che, alla già  riuscita ricetta di Criscione, aggiunge in modo originale inediti ingredienti, capaci di rendere la trama attualissima o, per meglio dire, senza tempo. I “Biscotti alle Noci” che il regista Sandro Rossino offre allo spettatore strizzano in modo felice l’occhio alla classica commedia all’italiana degli anni “˜50 e ’70, della quale viene presa in prestito la mordace lente ironica attraverso cui raccontare i vizi e le virtù del Bel Paese.  A tale scopo si offrono generose le musiche del Quartetto Cetra, capaci di esternare i pensieri più reconditi dei vari protagonisti che non fanno fatica, cosà¬, ad entrare in alchimia con le molteplici sensibilità  degli spettatori. Ed ecco, ad esempio, che i devotissimi ai rispettivi consorti dott. Sallanà  (Sandro Rossino) e Sig.ra Saltarelli (Loredana Lo Pumo) cercano di venire a capo della loro “forzata” convivenza con improbabili e paradossali regole imposte, osservate e scandite a ritmo di “Le Signore”. In scena per un intero atto, in un serrato e brillante dialogo Rossino e Lo Pumo disegnano subito gli umori del classico uomo-medio italiano tutto d’un pezzo e fedele, certamente, ma “latino” al punto giusto da non saper rinunciare all’idea di conquistare la classica moglie nostrana, irreprensibile nei suoi doveri coniugali, ma sensibile quanto basta alle lusinghe di un uomo diverso dal marito, specie se ciò capita quando “che tormento! C’è una ruga proprio sotto il mento”. Vale la pena di sottolineare, poi, come  la “Donna” del Quartetto più famoso d’Italia riesca a creare una chimica perfetta sia con la stravaganza dell’impicciona zia Pina (Floriana Todaro) e sia col bigottismo bonario della Signora, “Signorina prego”, Polentini (Sonia Inveninato) che vive di luce riflessa del potente fratello Arciprete. Ma il successo della ricetta passa anche dalla capacità  degli altri protagonisti di prestare il volto ai vari “tipi umani” di un’ “Italietta” che ha saputo diventare “Italia” – proprio negli anni del miracolo economico raccontati dalla citata commedia all’italiana – anche grazie: all’intraprendenza spregiudicata degli agenti immobiliari del calibro del Sig. Specchi ( Alessandro Todaro); alla “genuinità “ stacanovista dei portieri tuttofare dell’indole di Gioacchino (Federico Fiorenza); alla semplicità  burbera e cruda dei mariti dello stampo di Rocco Saltarelli (Rosario Lo Grasso); alla tenera gelosia delle mogli consacrate ai loro mariti, emigrati per lavoro, del livello di Silvia Sallanà  ( Azzurra Drago).

Dopo aver amalgamato il tutto con un formidabile lavoro di squadra ed aver infornato l’impasto per tre atti, i “Biscotti alle Noci” della NCT Il Canovaccio non sono solo una buona messa in scena dell’opera più importante di Criscione, sono soprattutto un apologia della vera comicità ; mai volgare o banale e capace di lasciare un piacevole retrogusto di riflessione scanzonata sulla realtà . Probabilmente a ciò si deve la prestigiosa selezione della NCT Il Canovaccio al Festival pugliese e forse è questa la strada che il teatro locale dovrebbe battere per arrivare a platee diverse. L”˜ “aria del continente” è cambiata e forse i riconoscimenti ottenuti dal modo innovativo di fare teatro della NCT Il Canovaccio suggeriscono che le vecchie ricette servono a poco se non si è capaci di svecchiarle per adeguarle ai tempi.

GABRIELLA BARBERA

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