La NCT Il Canovaccio approderà  al teatro Sipario Blu di Catania

Il teatro, si sa, è cultura e lo è nel suo senso più ampio perché la “costringe” a diventare intercultura. Non potrebbe essere altrimenti, dato che sulla scena la comunicazione passa attraverso il racconto che ognuno fa dei suoi personaggi – a partire dalla sua storia personale ““ che però è efficace solo quando incontra vissuti, i ricordi e le visioni di un pubblico che, da parte sua, deve essere predisposto all’ascolto per una reale comprensione delle diverse parti in gioco. Un campo minato e poco frequentato ““ oggi in Italia ““ quello della diversità , tanto da offrire gioco facile a chi ““ per scorrette operazioni ideologiche o per semplice ignoranza ““ decide di trasformarla in qualcosa che esclude per principio, quasi fossimo realmente “monadi senza finestre” e non esseri dotati di capacità  di giudizio, facoltà  ““ è bene ricordarlo- che passa sempre dalla conoscenza, non dall’indifferenza e dalla chiusura. E cosà¬, oggi, sulle spalle, già  appesantite, del teatro si trova l’ennesima incombenza di giustificare la legittimità  del suo fine più alto: l’arricchimento culturale di diversità  che non soccombono, ma che s’incontrano. In questo panorama e con queste premesse, controcorrente appare la scelta della NCT Il Canovaccio di “uscire” dalle tradizioni, dai modi particolari di comunicare e dalle esperienze del proprio paese d’origine per “incontrare” un pubblico diverso. Il 26 e il 27 Febbraio, infatti, la NCT Il Canovaccio approderà  al teatro “Sipario Blu” di Catania ““ospiti nella stagione organizzata dalla compagnia teatrale “La Fenice” – con “Biscotti alle Noci”, commedia brillante in tre atti di N. Criscione. Com’è consono allo spirito della NCT Il Canovaccio, il successo della portata in questione è certamente affidato al rispetto della tradizione, continuamente innovata e rivisitata, però, per permetterle di non apparire desueta e soprattutto per metterla nelle condizioni d’incontrare le diverse sensibilità  e i diversi gusti di un pubblico che per forza di cose è diverso nel tempo e nei luoghi. Gli ingredienti tradizionali dei “Biscotti alle Noci” di Criscione ci sono tutti: il dott. Sallanà  e la Signora Saltarelli ““ entrambi felicemente sposati ““ si trovano “costretti” a prendere in affitto lo stesso appartamento; convinti dallo scaltro agente immobiliare, Specchi; i due accettano, cosà¬, di fingersi  marito e moglie per non urtare il “bigottismo ““ romantico” della Singorina Polentini ““zitella, impicciona e antisingle con la passione dei biscotti alle noci. Dopo una serie di divertenti equivoci e di situazioni esilaranti, l’armonia familiare dei due protagonisti verrà  ristabilita al grido di “viva la verità  al di là  delle apparenze”. L’ingrediente tutto originale, voluto dal regista Sandro Rossino, è di quelli che sorprendono davvero e che hanno il pregio di svelare particolari della trama inediti e altrimenti incomunicabili; colonna sonora dell’intero spettacolo saranno, infatti, le musiche del Quartetto Cetra, al ritmo delle quali i protagonisti si abbandoneranno a divertenti balletti e situazioni. L’effetto d’insieme della commistione di questi singolari ingredienti è quello di proiettare lo spettatore nell’atmosfera tutta nostrana della classica “commedia all’italiana” degli anni ’70-’80. Ciò a testimonianza che il teatro, quando è utilizzato in modo intelligente, produce realmente occasioni di scambio tra culture diverse ““ per esperienze, ruoli ricoperti e paesi d’origine ““ capaci, però d’incontrarsi e riconoscersi in atmosfere e situazioni comuni, semplicemente perché queste esistono, basta solamente conoscerle ed essere in grado di riscoprirle.

A prestare il volto ai personaggi di questo singolare e divertente gioco delle parti: Sandro Rossino ( Antonio Sallanà ), Loredana Lo Pumo ( Anna Saltarelli), Federico Fiorenza ( Gioacchino il portiere), Alessandro Todaro (Agente Specchi), Sonia Inveninato ( Signorina Polentini), Floriana Todaro ( zia Pina), Rosario Lo Grasso (Rocco Saltarelli), Azzurra Drago ( Silvia Sallanà ); regia di Sandro Rossino.

Gabriella Barbera

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