La nuova veste di Palazzo Branciforti

Leonforte. Ci sono voluti 400 anni per provare a valorizzare una struttura del Seicento che tante pagine di storia ha scritto sulla storia di Leonforte, come, per fare un esempio, il soggiorno di Giuseppe Garibaldi, l'ormai tanto discusso "eroe dei due mondi" che ha lasciato parecchie tracce di sé nelle stanze che l'hanno ospitato.
Il 28 marzo, infatti, è stata attivata la nuova illuminazione artistica sulla facciata del Palazzo Branciforti che domina la parte bassa della città, ovvero il centro storico e la Granfonte, di scuola berniniana, datata 1650, "24 cannelle da cui scorre l'acqua tutto l'anno, tranne il Venerdì Santo".
Il vice sindaco e assessore Uccio Muratore:
"In occasione della ricorrenza dei 400 anni dalla fondazione della città per volontà di Nicolò Placido Branciforti, l'amministrazione comunale ha voluto iniziare le celebrazioni con la valorizzazione di un monumento simbolo della storia della città".
In pratica?
"La nuova illuminazione metterà in risalto l'imponenza del Palazzo Branciforti, creando un effetto di forte risalto del monumento, rispetto al contesto urbanistico circostante, e la nuova immagine del Palazzo sarà visibile anche alle persone che, provenendo da fuori, si avvicinano al paese".
Il sindaco Pino Bonanno: "La cerimonia di accensione delle luci è avvenuta in occasione delle celebrazioni della Domenica delle Palme, per rappresentare anche il forte legame della comunità leonfortese con le celebrazioni religiose".
Ancora Uccio Muratore: "La valorizzazione dei monumenti leonfortesi rientra tra le priorità culturali delle celebrazioni del 400° dalla fondazione, in quanto le varie iniziative che si stanno predisponendo dovranno creare un filo tra passato, presente e futuro del centro ennese. Inoltre, bisognerà mettere in campo tutte le azioni e le occasioni possibili, affinché anche una piccola parte del Palazzo Branciforti possa tornare in mano pubblica. Questa è una sfida per la classe dirigente del nostro paese, per gli anni a venire, dopo tanti tentativi e decenni di attesa". Infine, è giusto ricordare che gli effetti artistici dell'illuminazione sono stati curati gratuitamente dalla Associazione Meco composta da giovani professionisti leonfortesi.
Carmelo Pontorno da La Sicilia del 30/03/2010

Alcuni scatti di Vincenzo Camiolo

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *