La Porta polemico con Lombardo sull’Unità  d’Italia

La festa dell’Unità  Nazionale, istituita dal Governo e fortemente voluta dal Presidente Napolitano, cade come una vera e propria manna su una classe dirigente sonnolenta e su politici incapaci di parlare alla gente, se non attraverso messaggi scandalistici o, comunque, qualunquistici.
Sono un fervente sostenitore dei valori del Risorgimento e della sacralità  del nome d’Italia.
Convengo, tuttavia, che i motivi che condussero alla proclamazione del Regno d’Italia non sempre furono i più nobili.
In qualsiasi modo, però, si voglia pensare, un po’ di rispetto per ragazzi che offrirono la loro giovane vita e versarono generosamente il loro sangue non guasterebbe!
Lasciamo alla ricerca storica( quella vera e non interessata o agiografica) il peso di esprimersi su come sarebbe stata la nostra penisola se ancora in Sicilia ci fossero i Borboni e a Roma governasse il Papa; noi possiamo solo prendere atto che l’Unità  d’Italia c’è stata e che gli Italiani, in grandissima parte, intendono unirsi ad un’ altra Realtà , sogno di molte generazioni: l’Europa!
Sarà  compito dei politici seminare bene per raccogliere i frutti migliori.
Al Presidente Lombardo(al quale peraltro va riconosciuta la volontà  di cementare i valori unitari anche attraverso la nomina del piemontese Ludovico Albert alla guida della formazione professionale siciliana), che solo ieri ribadiva che “l’ Unità  d’Italia è stata una vera iattura per il sud” mi permetto obiettare che la vera iattura per la nostra isola sono stati decenni di malgoverno,di corruzioni, malversazioni, clientele ed interessi di bottega, che hanno impedito ai siciliani un ordinato e moderno sviluppo, sfruttando ingenti finanziamenti e le intelligenze sicule a benefizio di tutti.
La riprova? L’ ARS non approva dal dicembre scorso una legge, c’entra qualcosa con l’Unità  d’Italia?

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