Leonforte: Grazie, Padre La Giglia

Padre Antonio La Giglia 1925-2011

Comparve a Leonforte nel luglio del ’49, appena ordinato sacerdote. Il vescovo di Nicosia del tempo mons. Pio Giardina l’aveva nominato  vice-parroco  della Matrice quale collaboratore  dell’arciprete don Antonio Laneri.

Portò un vento nuovo nella realtà giovanile leonfortese, il suo modo di essere prete  anticipò di alcuni lustri esperienze e maniere del clero odierno e in genere della chiesa del post-concilio.

Grazie alla presenza del giovane prete Antonio La Giglia (era nato a Nicosia il 7 di febbraio 1925)  tanti ragazzi si raccolsero nel vasto Oratorio della Matrice e si iscrissero all’Azione Cattolica svolgendo le più suggestive esperienze socio- religioso- ricreative.

Quando nel 1958 venne costituita la parrocchia del SS. Salvatore, don Antonino La Giglia  venne chiamato a reggerne le sorti. Egli mise a disposizione della  comunità parrocchiale le sue molteplici competenze, le sue capacità manageriali e soprattutto la sua vocazione sociologica di sacerdote moderno, realizzando un modello di organizzazione religiosa, sociale, culturale all’avanguardia.

Viste le esigenze della nuova parrocchia, avviò subito le procedure per realizzare una chiesa più grande per adeguarla alle  esigenze del territorio di sua competenza (zona nord del paese e i quartieri della Chianotta e delle Case Popolari) e grazie alla sua caparbietà il tempio  venne completato nel 1964.

Le nuova grande chiesa divenne la casa di tutti, intensa l’attività dell’Azione cattolica, della Caritas, delle Missioni, persino la società sportiva Tavaca vi trovò accoglienza e calda ospitalità. Nel 1977 diede vita a Radio Onda Libera, facendone un formidabile strumento di comunicazione e di condivisione.

Nel 1993, per raggiunti limiti d’età, si dimise da parroco divenendo collaboratore del suo successore padre Santo Basilotta con  modestia e grande spirito di servizio.

Vinto dai tanti anni e dalla malattia, che ha sopportato con grande dignità, ha lasciato questo mondo la notte tra il 14 e il 15 settembre. Nel trigesimo della sua scomparsa la comunità parrocchiale del SS. Salvatore lo ricorda con grande rimpianto e ancora una volta lo ringrazia per aver saputo costruire una Parrocchia viva, per il suo voler essere povero, per essere stato pastore, padre amatissimo, fratello e compagno di viaggio nelle strade impervie dell’esistenza.

Enzo Barbera da Dedalomultimedia.it

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