Leonforte, in processione tutta la notte avvolti dalle «luminarie» per le strade

n1588691501_115386_17181Tutta da seguire e da vivere intensamente la serata e la nottata del VenerdଠSanto a Leonforte. Dopo il Martedଠe il Giovedi, la via Crucis Vivente e altri riti consumati quasi quotidianamente nelle chiese e in altri luoghi, arriva, appunto, il momento più toccante che ha la sua massima espressione nella processione che si snoda, per tutta la notte e nelle prime ore del mattino di sabato, per le vie cittadine, illuminate dalle “luminarie”, visitando le varie chiese.
Ma i momenti più toccanti vengono vissuti presso la Chiesa Madre, nella cerimonia della deposizione del Cristo Morto nell’urna. La statua del Cristo a dimensioni naturali e con le braccia snodabili, è cerimonia di particolare drammaticità  che viene praticata esclusivamente dal clero locale, con la discesa dalla Croce e il gran silenzio, quasi a trattenere il respiro, che viene osservato dai fedeli.
Poi comincia a muovere la processione, con migliaia di persone che formano un interminabile corteo funebre, accompagnato dalla banda musicale, diretta dal maestro Pippo Lo Gioco, Il feretro del Cristo morto viene solennemente portato a spalla dai componenti dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, cosଠcome il fercolo della Madonna Addolorata.
Di certo, i momenti più significativi sono la prima fermata presso la Chiesa della Madonna, accanto alla Granfonte, e sicuramente l’ultima, relativa all’ascesa alla chiesetta di Santa Croce che rappresenta il Golgota leonfortese di tutto l’evento.
Con la particolarità  che dalle 24 cannelle della Granfonte, per il VenerdଠSanto non sgorga acqua, in segno di lutto, bisogna dire che le vie cittadine sono illuminate dalle cosiddette “luminarie” che, in pratica, illuminano il cammino dell’interminabile processione.
In particolare con la difficile e sfiancante salita che conduce alla chiesa della Santa Croce e che viene percorsa in gran silenzio. Significativo il mesto canto funebre detto «’u lamientu», l’antico e forte canto popolare intonato da gruppo di anziani e, da qualche anno, anche da moltissimi giovani.

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