Leonforte. La disabilità  à¨ negli occhi di chi guarda

La disabilità  è negli occhi di chi guarda, lo ha detto Giuseppe, un assistito Inail, uno dei personaggi in cerca di autore che hanno detto di si al progetto New Man. Il progetto voluto dall’Inail di Enna e coordinato dalla dottoressa Irene Varveri, già  vincitrice nel 2015 del premio Basile per il laboratorio di scultura riabilitativa, ha interessato gli assistiti Inail dell’ennese ed è cominciato nei primi mesi di quest’anno. New Man ha ottenuto il patrocinio dei comuni di Enna e Leonforte e entusiasmo e adesione. “I no, non sono mancati” dice la dottoressa Varveri “il pudore e la paura di raccontarsi possono intimidire, è comprensibile. Il teatro è terapia, è disvelamento di sé e dai racconti già  raccolti sono emerse parole mai dette e per queste preziose e per tanto necessarie”. Sergio Rossino della compagnia teatrale il Canovaccio, compagnia pluripremiata per pièce e testi originali e Federico Fiorenza, diplomato allo Stabile di Catania Umberto Spataro, daranno forma ai ciak di Giuseppe Guagliardo, maestro dell’arte fotografica dell’Art Studio di Leonforte e intrecciate in una antologia di “vite rotte” curata dalla scrivente. “Il teatro è sempre civile sennò dovremmo accettare l’idea di un teatro incivile, screanzato, ma questa forma di teatro è particolarmente interessante oltre che indubbiamente civile” dice Sandro Rossino “perchè intercetta la volontà  di sperimentare vite cosଠvicine a noi eppure da noi cosଠignorate”.
gabriella grasso inail
” Lo sguardo e le mani di quegli uomini che hanno dovuto rialzarsi e riscoprirsi ancora capaci, ancora desiderosi di dare, di fare, nonostante le gravi disabilità  è stata una sferzata di energia. E’ stato per noi, fuor di retorica, un monito” racconta Federico Fiorenza. “La tenerezza degli sguardi corrisposti fra assistito e accompagnatore, le lacrime fermate fra le ciglia e la tensione dei volti addolorati e fieri, mi hanno regalato immagini emozionanti” aggiunge Giuseppe Guagliardo. Ad aprile, proprio durante un intervista a un grave invalido del lavoro, apprendiamo dello stacco di un costone sulle Apuane e della morte di due cavatori travolti dalla frana. Nel 2015 gli infortuni mortali sul lavoro sono aumentati del 16% mentre un lieve calo si è registrato nel primo trimestre di quest’anno. In occasione del primo Maggio 2016 però l’Inail ha lanciato l’allarme sull’abuso dei voucher, utilizzati per coprire l’infortunio e nascondere il lavoro nero. Dato perfettamente coerente con la contrazione complessiva di denunce, che fa sospettare un ritorno al caporalato e allo sfruttamento. Padrone è parola assai ricorrente nelle interviste. Padroni sono infatti intesi gli imprenditori locali detentori del lavoro e della dignità  che il lavoro ha in sé. Padroni e schiavisti “meglio di te ne trovo quanti ne voglio” si è sentito rispondere un ragazzo troppo giovane per la pensione, troppo poco infortunato e troppo storpio per tornare a fare il lavoro che l’ha storpiato. Storie. Storie diverse di vite parallele alle nostre, storie che gli stessi protagonisti proveranno al DAMT di Giuseppe D’Angelo di Leonforte e poi reciteranno a Enna e poi a Leonforte e poi chissà , forse in tournee in tutta Italia. Storie fino a ora mancanti di parole, storie di persone che si sognano ancora intere e che invece si ritrovano al risveglio rotte “con le mani senza calli” bisognosi di assistenza continua eppure desiderosi di tornare a fare quello stesso lavoro che li ha rotti. “Un uomo che non può più lavorare che valore ha?” Ha domandato un mutilato mentre ci mostrava l’arto amputato. E quanto vale un uomo lo scopriremo a teatro, attraverso le parole intere e i corpi rotti di chi alla prepotenza della vita crede ancora.

Fonte: Vivienna.it

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