Leonforte: L’agonia di una città  nell’indifferenza di una classe politica inesperta e improduttiva

Leonforte: L’agonia di una città  nell’indifferenza di una classe politica inesperta e improduttivaPer colpa di una classe politica in gran parte incompetente e invidiosa delle iniziative altrui, spesso sorda ai bisogni della povera gente e alle aspettative delle persone di buon senso, dall’unità  d’Italia ad oggi nella città  di Leonforte è aumentata la povertà  colla quasi totale scomparsa di quelle attività  produttive che per più di due secoli dall’inizio della sua fondazione, per merito di un lungimirante casato principesco e di tanti artigiani e maestranze locali, la resero tra le più dinamiche e sviluppate della Sicilia.L’impoverimento del tessuto produttivo di Leonforte è peggiorato dagli anni sessanta del secolo scorso, quando il mito del posto fisso a tempo indeterminato, assai utilizzato a fini elettoralistici da un ceto politico autoreferenziale, poco illuminato e per niente imprenditoriale, è diventato il principale obiettivo delle famiglie leonfortesi perché garantiva a chi l’otteneva la sicurezza economica per il resto della vita, a tutto svantaggio, però, delle attività  agricole e artigianali che per lungo tempo erano state fiorenti e vi avevano apportato piena occupazione, elevato benessere e aumento della popolazione residente.Negli ultimi anni questo stato di povertà  è stato contrastato in modo parziale e non duraturo con finanziamenti di tipo assistenziale vedi reddito minimo d’inserimento, ridotti sempre di più per la mancanza di sufficienti fondi statali, per cui oggi a Leonforte e in tanti paesi del Meridione d’Italia numerose famiglie, tra cui alcune in precedenza benestanti, sono cadute nella miseria più nera per l’assenza di un tessuto produttivo solido e diversificato in grado di affrontare le nuove sfide di un’economia globalizzata e tecnologicamente avanzata.Stante il progressivo impoverimento della città  di Leonforte, come risulta dal numero elevato dei disoccupati e dalla riduzione della popolazione residente e delle famiglie benestanti, è inutile stare a guardare, oltretutto è ingeneroso accusare gli altri del suo declino.Dai Leonfortesi occorre, invece, un’azione corale d’impegno comune per la rinascita della città  di Leonforte, ponendo fine ad un passato di litigiosità  e di discordia, di spesa indiscriminata e priva di programmazione per il futuro delle nuove generazioni da parte della maggioranza di coloro che hanno avuto la responsabilità  della vita pubblica leonfortese.Di fronte a questo stato di povertà  estrema, necessita, in particolare, prima che i giovani abbandonino Leonforte in maniera irreversibile e diventi, quale triste presagio della fine dolorosadi un’intera Nazione, un’infelice plaga di desolazione e di miseria abitata per lo più da vecchi e ammalati, che le forze imprenditoriali, politiche e professionali locali, con a capo l’Amministrazione Comunale, intraprendano unitariamente misure alternative di sviluppo socio-economico che garantiscano nell’immediato futuro la sopravvivenza dei più poveri con la speranza che essa ritorni a crescere come già  avvenuto nel suo glorioso passato.Tutto questo è possibile, ma, è realmente desiderato dalla classe dirigente di Leonforte e dai suoi cittadini più illuminati?Se nel loro sangue è rimasto ancora qualcosa del Dna dei suoi valorosi e intraprendenti antenati, questo è realizzabile.Bisogna, però, iniziare a farlo con coraggio e determinazione, mettendo ognuno in campo, senza alcuna gelosia, all’unisono con tutti gli altri, il proprio talento e l’amore per il proprio paese.L’augurio che facciamo ai nostri amati concittadini e a tutti noi è che questo desiderio diventi al più presto realtà .

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