Leonforte. SLA: gavettone si gavettone no

leonforte SLA gavettoneLeonforte. E’ il dilemma tutto italiano che sta travolgendo questi ultimi scampoli di estate e sta coinvolgendo anche La Comunità  leonfortese.
Il gavettone in questione è l’Ice Bucket Challeng, alias “la sfida della secchiata di ghiaccio” promosso per raccogliere i fondi per la ricerca sulla Sla – e consiste nel rovesciarsi o farsi rovesciare addosso dell’acqua e fare una donazione e, invitare altri a fare lo stesso.
Il “gavettato” infatti, nomina a sua volta altre tre persone a “secchiarsi d’acqua”. Il tutto improrogabilmente filmato e postato su Internet, in particolare su Facebook.
Ma torniamo a Leonforte, tutto ha inizio dal primo cittadino, Francesco Sinatra (a sua volta nominato dal primo cittadino di Nissoria) che, fattosi gettare secchiate d’acqua dai suoi assessori alla Granfonte, ha proceduto alla nomina dei presidenti rispettivamente di: Gruppo Folkloristico Leonforte, Associazione culturale Entroterra e Pro Loco.
Apriti cielo, ecco che in pochi giorni la mania a “gavettarsi” e “nominare” è scattata con contagiosa ed ilare partecipazione. E non sono mancati i plausi per la lodevolezza dell’iniziativa e le critiche per l’aspetto meramente esibizionistico. Divisi tra utilità  e stupidità  dell’atto, i cittadini hanno preso a confrontarsi “feisbukkianamente” sui contenuti dei video e su chi facesse sostanzialmente la differenza, chi apparisse eticamente più giusto e chi simpaticamente più efficace. Insomma il virtuale che fa storia, nel bene o nel male, nella divisione e nella condivisione.
Leonforte gavettone sindacoVideo in tutte le salse hanno iniziato dunque a dominare la rete: a partire dal primo cittadino che ha ritenuto originale farsi gettare acqua dai suoi assessori per conceder loro “una simpatica rivalsa qualora ne avessero motivo” come ha affermato sorridente nel video. Poi il giardinaggio a step a cura della Pro Loco la cui presidente ha colto la sfida scegliendo di annaffiare una pianta della Villa Bonsignore per non sprecare inutilmente e precisando perché si ricorra alla secchiata d’acqua e, passando poi il testimone a una cara amica e ai presidenti del Milan Club e dell’ Università  popolare. Quest’ultima ha scelto di proseguire con l’innaffiamento procedendo a sua volta ad altre tre nomine: un rappresentante ecclesiale della comunità  leonfortese, un rappresentante di un partito politico e una giornalista in rappresentanza della stampa locale.
Poi il “gavettamento” in costume tradizionalmente folk del presidente del gruppo Folk Granfonte, che ha a sua volta nominato il presidente dell’associazione Intercultura ed MPC, il coordinatore dell’organismo a difesa dell’ospedale e il presidente della Confcommercio locale.
E mentre la ruota della memoria gira e rigira nell’infinita giostra delle nuove “nominations” ed io mi sento come una ragazzetta che tiene tra le mani una margherita alla quale stacca uno ad uno i petali del dubbio: “gavettone Sla” atto stupido o utile?, ecco qualcuno chiedermi come farò quello mio? Il mio? E si, perché la giornalista nominata sono proprio io.
Dunque se aderisco all’iniziativa gentilmente supportata dai colleghi non potrei più scrivere, per etica, questo od altri pezzi (idem i colleghi coinvolti) facendo venir meno quella funzione informativa, fondamentale per questo fenomeno virale a scopo benefico, per la quale sarei stata tra l’altro “nominata”.
Dunque che fare?
Il dubbio viene risolto dall’incontro casuale con un signore che, giunto in ritardo ad uno dei gavettoni, a seguito di un esperienza familiare si è detto disponibile a parlare di SLA e dell’Ice Bucket Challeng.
Ma questa è un’altra storia “¦

Livia D’Alotto

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