Menzione d’onore per Pasqualino Pappalardo

Menzione d’onore nel concorso internazionale La Terza Età  Creativa di Zurigo a Pasqualino Pappalardo per il libro Leonforte – Pagine della memoria

Pasqualino Pappalardo
Pasqualino Pappalardo

Ancora un prestigioso riconoscimento letterario per Pasqualino Pappalardo, questa volta internazionale, la ” Menzione d’onore “ nel campo tematico di ” Esposizioni popolari di un tema o di un gruppo di temi “, conferitagli dalla fondazione Stiftung Kreatives Alter Créativité au Troisième Ä‚ge Terza Età  Creativa di Zurigo per il libro Leonforte – Pagine della memoria, ” un’opera di notevole valore “ come comunicatogli, con lettera del 24 ottobre 2010, dal Presidente dr. Hans Vontobel. La cerimonia di consegna ( 527 i lavori presentati ) delle 20 Menzioni d’onore, alla presenza del Consiglio di Fondazione, dei Rappresentanti delle autorità  comunali, dei premiati e degli ospiti d’onore, è avvenuta martedଠ26 ottobre 2010 alla Kongresshaus ( Casa dei Congressi) di Zurigo.

Pasqualino Pappalardo, nasce a Leonforte nel 1930. Avvocato, docente e giudice di pace, animatore culturale. Direttore editoriale della rivista Tavi. Ha curato moltissime pubblicazioni per il Lions, il Folk Studio, l’Archeoclub e il Comune di Leonforte. Intensa la sua attività  giornalistica. Gli è stato assegnato il premio speciale ” Città  di Leonforte”. Ha pubblicato due raccolte di poesie, Ascolta il silenzio con l’editrice Albatros di Roma e Oltre il tempo con l’Autore Libri Firenze. Ha scritto saggi su Filippo Liardo, su Newman e uno studio sul tema Cultura a Leonforte. Nel 2002 ha pubblicato il volume Un paese ( Storie di tabarani) per i tipi di Lancillotto e Ginevra Editori e ha redatto per il Comune di Leonforte i Quaderni della Biblioteca. Il libro Leonforte – Pagine della memoria, per il quale ha ricevuto la prestigiosa menzione d’onore, è stato pubblicato nel mese di Luglio 2006 e ci racconta di : “ Cantori,

Leonforte - Pagine della memoria

barboni, artisti, letterati, scrittori, viaggiatori ed erranti personaggi, pieni di orgoglio e di pregiudizi, al limite del genio e della sregolatezza, vengono fuori sommessamente, in punta di piedi, con il profumo delle loro storie, ora ironiche, ora patetiche, ora drammatiche, a dirci che la vita è un’avventura, uno stato d’animo, un momento che si gioca su una scommessa umana ed avvincente fatta di eccentricità , di fallimenti, di successi”¦ Si tratta si storie di gente che cammina ancora oggi con noi, che porta sul volto le rughe tracciate dal tempo e dal duro lavoro, che ha spianato la via a quanti sono venuti dopo e che, attraverso la rimembranza – come scrive Norberto Bobbio – ritorna in se stessa, ricostruisce la sua identità “.

Le ben scritte Pagine della memoria di Pasqualino Pappalardo sul patrimonio di cultura e di tradizioni di Leonforte si avvalgono dell’accurata presentazione di Mario Tropea, professore ordinario di Letteratura Italiana nell’Università  di Catania, che cosଠtestualmente scrive: “”¦ carità  del luogo nativo in senso alto, civile, del termine, che muove Pasqualino Pappalardo a conservare, nelle sue ” pagine, nel recupero della memoria, questi luoghi sparsi e questi eventi che in gran parte non ci sono più, questo patrimonio incommensurabile di cultura e tradizioni che è bene che la scrittura conservi, se scrivere è “istoriare”, cioè ” incidere, come suona l’etimo della parola, far opera di storia, tramandare, conservare, consegnare un patrimonio di esperienza e vite vissute che altrimenti si perderebbe”¦Tutto ciò si trova leggendo trasversalmente, come si usa dire, il libro, cogliendone cioè, globalmente, la portata culturale, la valenza di storia di un paese visto attraverso avvenimenti, personaggi, luoghi, memorie in esso fatti rivivere con il taglio piano e mai calcato, elegante, che è della scrittura e dello stile del “personaggio” Pasqualino Pappalardo”. Per Giuseppe Litteri, responsabile dei servizi culturali del Comune di Leonforte ed autore della pregevole postfazione, “”¦ i deliziosi quadretti di vita collettiva, i pittoreschi ed arguti personaggi, i minuziosi appunti circa canti popolari, riti religiosi, nenie, filastrocche e quant’altro; insomma le storie di ordinaria quotidianità  su cui punta gli occhi Pasqualino Pappalardo, con i suoi ” calendari”, rappresentano in buona sostanza non solo una parte ancora viva del nostro presente ma, senza alcun dubbio, la maggiore parte della memoria del nostro passato che va preservato e gelosamente custodito ” sono “un “cuntu” che si ascolta con sommesso stupore e gli occhi spalancati dei bambini “.

Giuseppe Sammartino

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