P.Pernicone. Proseguite lotta per la salute

Leonforte. Intervento di un personaggio che da qualche decennio si batte per la gente e che è stato, in particolare, in prima fila nella battaglia a favore dell’ospedale «Ferro-Branciforti-Capra» di Leonforte. Il sacerdote Benedetto Pernicone, oggi arrivato alla veneranda età  di 88 anni, non si vuole tirare indietro e, pur non tenendo tanto conto di quanto sta accadendo attualmente, dice la sua sui tagli annunciati dall’Asp per l’ospedale: «Pur non potendo muovermi troppo da casa, attraverso il telefono, spingo tutti coloro i quali operano a difesa del presidio a non mollare, a non cedere di un millimetro nella lotta per la salute».
Cosa pensa allora?: «Che gli ospedali della nostra provincia sono 4 (Leonforte, Enna, Piazza Armerina e Nicosia), che debbono avere almeno il Pronto Soccorso dotato di tutto quanto necessario a soccorrere la gente e ottenere una branca specialistica ciascuno. E questa è ricchezza della sanità  e un modo per potere assicurare la salute, con pronti interventi, agli utenti dell’Ennese. Non solo ad una parte di essi. Diversamente, ovvero se c’è tutto in tutti gli ospedali, allora diventa clientelismo, una forma diversa di andare incontro alle esigenze della gente, ma non per quanto riguarda la salute».
Sempre determinato e senza mezzi termini nelle azioni e nelle parole, gli interventi di Monsignore Benedetto Pernicone, il quale ha condotto, in passato, tante battaglie, al punto che in una circostanza di particolare difficoltà  per l’esistenza del Fbc, gridò, chiedendo venisse scritto sul giornale «se necessario imbracceremo i fucili».
«Ed oggi, anche se ho 88 anni – dice il sacerdote – ribadisco il concetto che bisogna battersi, insieme, con tutte le forze, perché nessuno ti riconosce nulla se non rivendichi i tuoi diritti, a qualsiasi livello». E mons. Benedetto Pernicone, recentemente insignito del riconoscimento della Cittadinanza onoraria di Leonforte, conclude: «Avuto sentore di quanto sta accadendo per i vari ospedali della provincia di Enna e in particolare per quelli di Leonforte e Piazza Armerina, voglio cogliere l’importante occasione di parlare sulle colonne de “La Sicilia”, per invitare tutti i protagonisti di questa delicata vicenda a mettere assieme le loro forze, le loro intelligenze, a non fermarsi mai e battersi sino a quando sarà  tutelata, senza esitazioni e rinvii, la salute di leonfortesi, nissorini, assorini, agirini e regalbutesi».
Carmelo Pontorno da La Sicilia del 22/07/2011

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