Presentato a Leonforte Federalismo à¨/ e libertà  un bel libro di Mauro Crisafulli

All’auditorium del liceo scientifico Enrico Medi di Leonforte, alla presenza di un numeroso e qualificato pubblico, il leonfortese Mauro Crisafulli ha presentato il libro ” Federalismo è/ e libertà , un breve saggio sul federalismo in Italia dal Risorgimento ai nostri giorni “.

Mauro Crisafulli nasce a Catania nel 1979, meridionalista, appassionato di storia delle dottrine politiche, studioso di Norberto Bobbio, si laurea in Scienze Politiche presso l’Università  di Palermo nel 2007. Adesso si occupa di sviluppo locale, cooperazione e marketing territoriale. Collabora con diverse testate giornalistiche.

Coordinatore della riuscita serata è stato l’avv. Pasqualino Pappalardo, poeta-scrittore ed instancabile animatore culturale, per il quale il libro di Mauro Crisafulli tratta con competenza un argomento ostico ma attuale, motivo di polemiche accese all’ordine del giorno. Un libro, a suo dire, scritto bene, con uno stile accattivante e un linguaggio comprensibile.

Uccio Muratore, vice-sindaco del Comune di Leonforte, ha espresso all’autore il suo apprezzamento per aver scritto un libro che ci dà  l’opportunità  di discutere di federalismo, una tematica al centro dell’attenzione dell’odierno travagliato dibattito politico e parlamentare. Muratore si è chiesto se l’emergenza politica ed il mancato sviluppo della Sicilia si debbano al fallimento delle classi dirigenti e che cosa non funziona in Italia, uno Stato che dalla Costituzione, per essere suddiviso in Regioni, Province e Comuni, è di per sé federalista. La sfida principale, a suo dire, è culturale, per questo bisogna investire nei saperi e selezionare con trasparenza e per merito i dirigenti e anche i politici. La deriva in Italia è secessionista e populista, mentre il vero federalismo deve valorizzare i territori in quanto conseguenza diretta dell’accentramento delle entrate fiscali. Per Muratore ci deve essere una correlazione stretta tra il globale ed il locale: il locale deve sapere dove va il mondo e il globale deve tenere conto del locale.

Il prof. Nicolò Scialfa, nativo di Agira, dirigente scolastico in aspettativa e capogruppo al Consiglio Regionale della Liguria, responsabile nazionale Scuola ed Università  dell’Italia dei Valori, autore della prefazione al libro di Crisafulli, si è detto favorevole al federalismo, ma non a quello del governo. Anche se la Costituzione preveda il federalismo, a suo dire lo stato italiano non è federalista,. Quello della lega non è federalismo ma secessione. Umberto Bossi, infatti, vuole realizzare la separazione dello Stato teorizzata dal prof. Gianfranco Miglio con il Nord legato all’Europa ed il Sud alla mafia. Per il prof. Scialfa ( vedi prefazione) ” il rischio è quello di cadere nella più becera demagogia”¦ è successo ad Adro, ridente cittadina lombarda, dove per ostante la propria diversità  si è dato vita ad uno spettacolo raccapricciante con i banchi dell’istituto scolastico comunale tappezzati con stemmi e simulacri raffiguranti ” Il Sole delle alpi”, come se una scuola potesse essere usata come squallido cartellone pubblicitario di un  partito, emblema di una secessione silenziosa e strisciante che dovrebbe essere oggetto di una dura razione politica”. Il federalismo fiscale di Calderoni è una bufala, un aggravio di spesa per i Comuni e gli Enti Locali. Occorre, invece, ” una riforma legislativa ma in primis culturale che ponga in essere un riordino dell’assetto organizzativo dello stato”.

Il federalismo di Crisafulli, che è quello dei padri costituendi, è l’unico che può essere applicato: ” E’ in questo quadro di riferimento che si inserisce l’opera di Mauro Crisafulli, acuto ed intelligente osservatore in grado di dare vita ad una saggio penetrante, sapido e ricco di spunti per affrontare la tematica con la necessaria serietà  e la giusta consapevolezza. Oltretutto senza mai sconfinare nel banale e nel tautologico “. Per Nicolò Scialfa ” ciò che occorre in Italia è un federalismo cooperativo, un patto di collaborazione tra realtà  diverse che superi la concezione centralista di Stato come realtà  giuridica dotata di poteri che prescindono dalla libera adesione degli individui”.

Per Mauro Crisafulli, il cui intervento ha concluso la serata, ” il federalismo significa soprattutto responsabilità , di fronte agli elettori, di fronte a chi vuole essere rappresentato nei vari livelli istituzionali a partire da quelli locali ” ( vedi introduzione). Il federalismo non può che essere fiscale: ” Il federalismo o è ( anche) fiscale o non è “ ed è dinamico: ” Solidarietà , sussidarietà  e competizione son o queste le parole d’ordine del federalismo fiscale” ( vedi pag. 62). Per Crisafulli occorre una riforma federale che abolisce le Province, riduce gli sprechi e che ” deve essere fonte di ripresa e di sviluppo per il destino delle giovani generazioni e del futuro di questo Paese” ( vedi pagina conclusiva del libro). La politica deve essere entusiasmo, servizio, ” carità  come diceva don Luigi Sturzo,”. Quella vecchia deve andare via, dando lo spazio ai giovani.

L’arch. Rossella Accardo, madre di Marco, ucciso dalla giustizia, e di Stefano scomparso assieme al padre Antonio Maiorana, ospite d’onore della serata, ha invitato i leonfortesi ad accendere le candele nel prossimo 17 marzo per la rinascita della Sicilia, perché a suo dire ” se non capiamo dove dobbiamo andare, usciremo da quest’incontro con un pugno di mosche e senza sapere nulla di più di federalismo”.

Il ricavato della vendita del libro andrà  all’Associazione italiana per la ricerca e la cura delle patologie immunitarie. Giuseppe Sammartino.

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