Scarcerato, leonfortese torna in cella dopo 2 ore.

Narmi[1]el pomeriggio di ieri, gli uomini del Commissariato di P.S. di Leonforte, diretti dal Commissario Capo Alessio Puglisi, hanno tratto in arresto leonfortese classe 1962,  resosi responsabile del reato di detenzione clandestina di armi comuni da sparo e detenzione illegale di  un’arma e di numerose cartucce di vario calibro.  

I FATTI

In particolare, nella mattinata di ieri gli agenti del Commissariato di P.S. di Leonforte notificavano all’uomo – in atto sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione per il reato di porto illegale di armi da sparo e armi bianche, in quanto trovato in possesso di una pistola Beretta Cal. 6,35 con relativo munizionamento, di due coltelli di genere vietato e di un pugnale in acciaio, reato per il quale era stato tratto in arresto, sempre dal Commissariato di Leonforte, appena venerdì scorso – l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari che ne disponeva la scarcerazione, disponendo al contempo la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e in quello in cui svolge attività lavorativa.

Giova premettere che  di seguito all’arresto di venerdì scorso gli agenti del Commissariato, avendo il  fondato sospetto che l’uomo potesse detenere altre armi presso le abitazioni di alcuni parenti e amici, si attivavano per verificare tale sospetto; in particolare le risultanze investigative permettevano di appurare che lo stesso aveva la disponibilità di diversi immobili, di cui deteneva anche le chiavi.

Per tali motivi i poliziotti, subito dopo aver notificato l’ordinanza all’uomo procedevano a effettuare alcune perquisizioni presso tali siti.

Nel corso delle perquisizioni venivano rinvenute: una rivoltella calibro 44, con tamburo a cinque colpi, senza matricola; una rivoltella con tamburo a sei colpi, senza marca e numero di matricola; una rivoltella calibro 38, con tamburo a sei colpi, nonché 79 cartucce di vario calibro.

Pertanto, alla luce dell’attività di indagine, l’individuo, meno di due ore dopo la scarcerazione,  veniva nuovamente arrestato in flagranza di reato, e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, che coordina le indagini nella persona del dott. Francesco Lo Gerfo, il medesimo veniva nuovamente posto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

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