Scomodatevi per l’ospedale

Leonforte. Una lunghissima lettera aperta di don Salvatore Minuto, Cappellano dell'ospedale "Fbc" di Leonforte, per protestare quanto sta subendo il nosocomio locale, sempre più nell'occhio del ciclone e senza buone prospettive. Il sacerdote, naturalmente, non dimentica la sua missione, parla delle prossime festività, quale cardine della cristianità, lamentando «che, per molti lavoratori del presidio ospedaliero di Leonforte, vittime di un ridimensionamento che risponde al rigore numerico e ricerca di interessi economici, piuttosto che di rispetto del mantenimento del posto di lavoro faticosamente conquistato e difeso.

E l'ultimo tocco è stato dato ad Enna, ma la sua ideazione e accuratezza, risiedono molto in alto». Parole precise, quelle del sacerdote Minuto: «Per cercare responsabilità, nomi, negligenze, fini reconditi e peggio ancora, loschi interessi, ma individuarli sarebbe misera cosa». Fatte altre considerazioni sul degrado il religioso aggiunge: «che urlano una richiesta di giustizia a coscienze troppo sorde per raccoglierla. Anche noi, piccola comunità, la cui vita dipende strettamente dalle sorti del presidio ospedaliero, abbiamo una grave colpa.

Abbiamo ritenuto forza sufficiente, baluardo inespugnabile la nostra fiducia, ma lentamente, scivolavamo verso la più creduloneria». Ancora di più: «Assistiamo a una lotta senza nomi, senza eroi, senza accuse, ma rivolta contro gli ultimi. Tra i farmaci del nostro presidio ospedaliero non abbiamo trovato il vaccino contro la menzogna e, in quanto popolo dalla memoria corta, crediamo ancora nella coincidenza di "bello e buono". In verità siamo stati proprio sommersi: belle idee, belle promesse, belle parole, tante delusioni». E precisa: «Questo, mentre si pensava di dotare l'ospedale della Risonanza magnetica, ed è lecito chiedere che fine ha fatto la cifra destinata a delle donazioni delle quali si erano impegnati anche i comuni limitrofi e mi chiedo quale risposta dare?».

Poi, Don Minuto si chiede a chi aggrapparsi, tra Destra, Sinistra e Centro e dice: «Tutti capaci di elargire evanescenti promesse, labili proposte, ma al momento opportuno incapaci di formulare concrete richieste. Non penso sia opportuno scomodare la Sacra Scrittura per ricordare a quanti abbracciano l'avventura politica che loro precipuo compito è quello di ricercare il bene pubblico. Purtroppo anche le piccole cose ci vengono negate e la drastica e inspiegabile ricade sul presidio ospedaliero sui suoi lavoratori e su tutte le famiglie che da esso traggono il proprio sostentamento».

E don Salvatore Minuto conclude con un auspicio: «Auguro, in cuor mio, da inguaribile ottimista, che questa riflessione giunga al cuore di qualcuno che possa fare qualcosa, per un aiuto a 360 gradi». Quindi Minuto conclude: «A chi sta confezionando l'uovo di Pasqua dico: la sorpresa all'interno, può ancora essere cambiata? Noi lo apriremo con paura e trepidazione, ma soprattutto con la speranza di poter inviare un grande grazie a chiunque farà bene per l'ospedale».

Carmelo Pontorno da La Sicilia del 29/03/2010

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *