Sulla morte di Gabriella Gallo due tronconi d’inchiesta

Gabriella Gallo

Leonforte. Il patologo legale Giuseppe Ragazzi si è riservato 60 giorni per depositare la perizia sull’autopsia eseguita su Gabriella Gallo, la trentaquattrenne deceduta 10 giorni fa per complicanze durante il parto cesareo. Il perito dovrà  accertare le cause del decesso e quindi se questo sia riconducibile ad errore o negligenza medica, ma anche se un ricovero in rianimazione più tempestivo avrebbe potuto salvare la donna che ha lasciato 3 figli. I familiari di Gabriella Gallo hanno incaricato l’avvocato Agostino Mangioj di rappresentarli quali parte lesa ed hanno nominato Antonina Argo, docente di medicina legale dell’università  di Palermo, consulente di parte. La famiglia, chiusa nel dolore, per il momento ha deciso di rimanere in silenzio, per rispetto delle indagini in corso. Sono 4 i medici dell’ospedale Branciforti indagati per l’ipotesi di omicidio colposo e negligenza. Dalle prime indagini coordinate dal procuratore capo di Nicosia Fabio Scavone emergerebbe comunque una sottovalutazione dei rischi corsi dalla paziente al suo terzo parto con il taglio cesareo.
Si tratta di una condizione ad alto rischio, nella quale le partorienti vengono sottoposte all’intervento presso strutture specialistiche che dispongono del reparto di rianimazione. La donna avrebbe dovuto partorire una settimana dopo, ma la mattina di venerdଠ11 marzo nel corso di una visita di controllo era stato deciso di anticipare l’intervento. L’inchiesta punta ad accertare i motivi per i quali è stato anticipato il parto e perchè questo è stato praticato in un ospedale non attrezzato. Le risposte arriveranno in parte dall’autopsia, ma l’inchiesta procede anche su altri due fronti. Da una parte si indaga per accertare se effettivamente tutti i posti di rianimazione degli ospedali più vicini fossero occupati, costringendo a trasportare la donna in condizioni disperate fino all’Ingrassia di Palermo dove è giunta clinicamente morta. Dall’altro lato si cerca di far luce sul mancato intervento di un elicottero del 118 che avrebbe accorciato i tempi di arrivo all’ospedale Ingrassia. L’inchiesta potrebbe quindi accertare anche se effettivamente non esiste un’area per far atterrare l’elicottero in tutta Leonforte o se al momento della richiesta mancassero mezzi o personale del 118.
Giulia Martorana da La Sicilia del 26/03/2011

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