Timori per il «Fbc» di Leonforte

La struttura ospedaliera non verrà  chiusa, ma ci sono incertezze per i servizi che assicurerà 

ospedaleLeonforte. E’ sempre in alto mare il problema che investe il futuro dell’ospedale Fbc di Leonforte e si coglie ogni occasione, per riaprire ed affrontare il discorso che ha importanza non solo di natura sanitaria, ma anche umana e sociale. Perché si sa, senza tema di potersi sbagliare, delle difficoltà  di spostarsi da un punto all’altro del territorio, per cercare di avere le cure migliori e di come non possono assolutamente trasferirsi, senza accusare quei disagi che sembrano essere prerogativa di “chi non può”, mentre c’è chi ha la possibilità  di farlo, non avendo problemi di natura economica.
Nel corso di un proficuo dibattito, il consigliere comunale di Leonforte, Fedele Pioppo, è intervenuto nella discussione per stigmatizzare la precaria e annosa situazione che si vive all’ospedale “Ferro-Branciforti-Capra” di Leonforte, ma non solo, poiché riguarda gli oltre 40 mila utenti della salute che fanno parte del distretto sanitario, vale a dire dei Comuni di Agira, Leonforte, Regalbuto, Assoro e Nissoria.
Durante l’incontro con autorità  regionali e provinciali, tenuto a Villa Gussio, il consigliere comunale Fedele Pioppo, sempre attento e pronto a difendere il nosocomio leonfortese, ha chiesto espressamente cosa ne sarà  del Fbc, alla luce della riforma sanitaria, «ma principalmente – ha precisato il consigliere Fedele Pioppo – per quello che interessa tutti i cittadini che non vogliono sentire dire che l’ospedale non chiude, che sarà  rimodulato, mentre di fatto ancora nessuno dice cosa ne sarà  effettivamente della struttura, di uomini e mezzi».
C’è, purtroppo, chi, senza averne certezza, afferma ancora che l’ospedale leonfortese non verrà  chiuso e che, al contrario, verrà  potenziato, lasciando sempre in sospeso il delicato problema, la cui soluzione interessa migliaia di persone.
Prima di questa riunione, come si sa, il Comitato pro ospedale di Leonforte aveva preparato un progetto sui reparti che devono necessariamente restare alla Fbc, cosa dibattuta nel corso di un incontro coi sindaci dei Comuni interessati al futuro della struttura, del suo ruolo e, soprattutto, dei già  ricordati 40 mila utenti della salute.
Carmelo Pontorno da La Sicilia del 13/05/09

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