Reparto di Medicina del Fbc inscena per i degenti l’«Ultima cena»

Leonforte. L’ultima cena di Gesù, prima della Passione, è stata celebrata in corsia nel reparto di Medicina dell’ospedale di Leonforte.A llora, Gesù prese liberamente l’iniziativa ed incaricò gli apostoli Pietro e Giovanni dicendo loro: “Andate a preparare per noi la pasqua, perché possiamo mangiare”. Quindi diede le necessarie istruzioni. Essi andarono e cosଠprepararono la festa nel posto indicato da Gesù. Quando fu l’ora, Questi prese posto a tavola con gli apostoli e disse:”Ho desiderato ardentemente di mangiare questa pasqua con voi, prima della mia passione” e fra l’altro aggiunse: “Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola”. Giuda. Subito dopo, Gesù rispose a Pietro: ” Non canterà  oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi”.
Quest’anno, però, Gesù – forse in sogno – ha suggerito al primario del reparto Anna Maria Benintende di predisporre i preparativi utili alla cena in corsia. Coadiuvata egregiamente dal cappellano dell’ospedale e dal personale medico e paramedico è riuscita a realizzarla nel corridoio del reparto, presenti anche tutti i ricoverati (taluni in barella ed in carrozzina). Alcuni di essi, per l’occasione, sono diventati gli apostoli ai quali il cappellano ha lavato asciugato e baciato i piedi.
Il sacro rito è stato presieduto dal novantenne sacerdote Benedetto Pernicone, ancora sulla breccia come un quarantenne, antica e nobile conoscenza dell’ospedale per essere stato a capo del comitato intercomunale che portò – negli anni andati – all’acquisto della Tac per il nosocomio, operato con offerte da parte di enti pubblici e privati e “dell’uomo della strada”. Tale comitato ad oggi non ha ancora chiuso i battenti ed in proposito mons. Pernicone, avvicinato ha confermato con la sua abituale precisione: “Il comitato è vivo e vegeto. Continua a lavorare a favore dell’ospedale che prima della fine del corrente anno, avrà  in dotazione pure la tanto agognata “risonanza magnetica”; come sempre, verrà  comperata con le donazioni di tutti. E senza eccezioni, sarà  a servizio di tutti gli ammalati che non saranno costretti a trasferimenti pesantissimi, spesso in presenza di particolari delicate patologie”.

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