Un modo nuovo di far politica

In un periodo in cui l’Italia, persino ai livelli più alti del potere, è caratterizzata da plateali ed impuniti scandali di sesso e di denaro, da disinvolti ed interessati trasformismi dei rappresentanti istituzionali di tutti gli schieramenti politici e da una grave, diffusa crisi economica che sta impoverendo sempre di più le famiglie e oscurando il futuro di tanti giovani, si auspica da più parti l’avvio di un modo nuovo di far politica che spezzi per sempre ogni legame con la corruzione e la clientelare, spesso familistica, gestione del potere, elimini ogni forma di delinquenza pubblica e privata e l’inefficienza degli apparati burocratici, riduca la disoccupazione e ridia prestigio e più forza al quadro politico ed istituzionale.

Per realizzare questa diffusa attesa di rinascita economica, sociale, politica e morale del nostro Paese, necessita che la cosa pubblica sia gestita da uomini onesti e competenti, vale a dire da persone che, professando ideologie socialmente progredite e rispettose della dignità  e del ruolo di tutti, in tale conduzione dimostrino amor patrio, rettitudine e competenza tecnica.

In altri termini, è fondamentale che nelle istituzioni, nei partiti e nelle associazioni in cui si gestisce il potere, vengano eletti quegli uomini e quelle donne – meglio se giovani  ““ in grado di dare prova di correttezza civile e di competenza professionale, piuttosto che coloro che, con inganno e con cinismo e magari con spavalderia, li utilizzano o li riducono a centri di potere e d’arricchimento personali e familiari.

In vero, se ognuno di noi saprà  indicare gli uomini o le donne capaci per competenza professionale e moralità  pubblica a reggere al meglio le sorti del nostro Paese, porrà  indiscutibilmente le basi per un maggiore sviluppo della società  e favorirà  il benessere di tutti.

Dopo aver compiuto quest’elementare, preventiva selezione delle persone più capaci e meritevoli a gestire il bene pubblico, per tutelarlo, è indispensabile che ogni cittadino controlli periodicamente la sua gestione, realizzando in questo modo il passaggio da una democrazia rappresentativa ad una partecipata, ad una democrazia, cioè, ove, attraverso lo strumento del controllo diretto, pur se per interposta persona, vi partecipa attivamente.

Un cittadino pienamente responsabile della vita pubblica, non si sottrae alla politica attiva, nella consapevolezza che, nel difendere e perseguire l’interesse pubblico, la democrazia diventa reale e non rischia per nulla di scomparire o d’indietreggiare.

In conformità  a questo principio di responsabilità  personale nella gestione democratica della res pubblica, ne deriva che il cittadino ha dei precisi e non eludibili doveri pubblici, non certamente minori di quelli dei suoi rappresentanti istituzionali. Gli eletti, cioè, hanno il dovere di rispettare il mandato elettorale, ovvero la fiducia degli elettori, mentre questi ultimi, a loro volta, hanno  il diritto – dovere, mediante il controllo diretto, di farlo rispettare.

Il rapporto cittadino-elettore e cittadino-eletto è un rapporto di reciproca fiducia, una relazione, vale a dire, morale fra persone che, in toto ed alla pari, responsabilizza entrambi i contraenti.

Nel quadro generale dell’interesse pubblico, infatti, l’eletto ha il dovere di rappresentare gli interessi dell’elettore, mentre quest’ultimo ha l’attesa ed il diritto che siano rispettati.

Il cittadino-elettore quando verifica che il cittadino-eletto ha tradito la sua fiducia, oltre al diritto- dovere di togliergliela al momento del voto, deve immediatamente, senza remora alcuna, denunciarlo all’opinione pubblica, giacché nella scelta politica del candidato da votare è responsabile anche dinanzi agli altri cittadini che come lui possono votarlo.

Il cittadino che vota irresponsabilmente il candidato da eleggere, oltre che danneggiare se stesso, limita indirettamente il responsabile giudizio degli altri cittadini.

La scelta d’uomini onesti e competenti, diventa, pertanto, obbligatoria per tutti i cittadini, al fine di realizzare il progresso sociale ed economico ed una democrazia compiuta e duratura.

Giuseppe Sammartino

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