ZITTI TUTTI, PARLA IL CAPITANO.

Siamo alla vigilia della stagione 2014/15, quella dei 50 anni della Branciforti, e chi meglio del capitano Antonio Stanzù che è alla Branciforti dalla “rinascita” sportiva del 2011 e che della Branciforti è anche allenatore della squadra Allievi può commentare questa calda estate che prelude i 50 anni rossoneri.

-Innanzitutto facciamo un saltino indietro, scorsa stagione,  squadra forte, campionato equilibrato che però non vede mai la Branciforti in lotta per i primi posti, cosa è successo?

Sono state una serie di vicissitudini a cominciare dalla predisposizione della nostra squadra al gioco tecnico palla a terra, mentre quello di Seconda Categoria è un campionato dove si predilige il gioco di fisico. Poi è chiaro che gli infortuni e l’inesperienza di alcuni ha fatto il resto.

-Già  l’anno scorso hai giocato con alcuni dei tuoi ragazzi, quest’anno i vari Algozino, Sanfilippo, D’Assoro, Tan, Marraffino, Legnoverde, ecc… saranno stabilmente in prima squadra, tu che li conosci sia da mister che da compagno, cosa possono dare questi ragazzi ai colori rossoneri?

Tanto, tantissimo. Ognuno per aspetti di gioco diversi e per qualità  tecnico-tattiche differenti. Però gli voglio ricordare, da compagno, che senza costanza e impegno in allenamento e in partita, e senza attaccamento a questa maglia, non si va da nessuna parte.

-Si parla di tanti arrivi, anche se per ora di ufficiale c’è solo la firma di Lo Pumo per i prossimi cinque anni. Secondo te quali caratteristiche deve avere l’acquisto perfetto per la Branciforti 2014-15?

Attaccamento alla maglia, e di non fare i mercenari. Alla Branci c’è un gruppo che vuole portare con sacrificio e sudore la squadra agli albori, sportivi ed etici, di un tempo.

-Capitolo Allenatore Allievi: dopo il secondo posto della scorsa stagione, quest’anno quale sarà  l’obbiettivo?

Anche se avessimo vinto l’anno scorso, quest’anno sarebbe stato comunque faticosissimo e pieno di sacrifici. A maggior ragione per migliorare il secondo posto dovremo fare più del massimo ed uscire dal campo sempre con la consapevolezza di aver dato tutto. Pretendo solo questo dai miei ragazzi.

-In passato sei stato un perno della Leonfortese, che oggi è in Serie D. Un pensiero di un grande ex?

Augurando le migliori fortune alla Leonfortese che con il suo risultato ha dato prestigio alla nostra città , mi preme ricordare che se oggi la squadra biancoverde è in serie D lo deve anche a tutti quei ragazzi, come me, che hanno lottato senza prendere un centesimo salvando la società  in un periodo molto difficile.

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